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Coo
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top
mwdqCoocite-ref-1[1]cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5], detta anche mwigCos o mwiwKos,cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8] (mwmamwmqAFI: /ˈkɔo/cite-ref-9[9]; mwnwin greco antico Κῶς?, Kôs; in mwoagreco moderno Κως mwoqKos; mwogin turco mwowİstanköycite-ref-be144-10-0[10]) è un'isola mwqagreca appartenente all'arcipelago del mwqqDodecaneso.

Contents

Storia
Agorà
Note

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L'isola

Coo è situata all'ingresso del golfo che da essa prende il nome, a circa mwtq4,5 km dalla costa mwtganatolicacite-ref-be143-11-0[11]. Orientata da NE a SO, ha la forma di una falce molto allungata con un grosso manico, e misura circa 45mwuw km di lunghezza, essendo larga da 2 a 11mwva kmcite-ref-be143-11-1[11]: vi vivono stabilmente circa mwwq30000 persone, di cui la maggior parte concentrata nel capoluogo omonimo dell'isola.

Oltre al capoluogo Coo, altri centri abitati dell'isola sono Cardamenacite-ref-12[12] (mwyaKardamena), Cefalo (mwyqKefalos), Tigaki, mwywAntimachiacite-ref-13[13], Mastichari, mwaqMarmari e Pilìcite-ref-14[14] (mwbwPyli), oltre ai più piccoli villaggi di Zia, Zipari, Platani, Lagoudi e alla comunità di Asfendiùcite-ref-15[15] (mwdaAsfentiou), un centro composto da 5 villaggi oramai quasi del tutto abbandonati ai piedi del monte Dikeo, la cima più elevata dell'isola.

Era famosa nell'antichità per aver dato i natali a mwdgIppocrate, padre della medicina, che esercitò la sua mwdwars medica nei locali inferiori del santuario, destinati a mweanosocomio oltre che a luogo di studio della medicinacite-ref-16[16].

Sull'isola vi sono molti siti archeologici come l'Asclepeion, ovvero il mwfgtempio di mwfwAsclepio, dio greco della mwgamedicina, la cui pianta è stata confrontata con modelli presenti nell'mwgqItalia centrale come ad esempio a mwggPalestrina e mwgwMonte Rinaldo, le terme, il mwhaPlatano d'Ippocrate, dove il mwhqpadre della medicina passava il suo tempo a studiare considerato l'albero più antico d'Europa, l'odeon romano, il mwhgCastello di Neratzia, la fortezza medievale (ammodernata dai mwhwcavalieri Ospitalieri nel Rinascimento) posta all'ingresso del porto della cittadina di Coo e la fortezza bizantina di Antimachia.

Per gli amanti del mare ci sono molte spiagge da visitare. La parte settentrionale dell'isola è sempre battuta dal vento, ma ha fondali più cristallini rispetto invece a quella meridionale, con mare sempre calmo, acqua limpida, ma fondale più scuro. Tra Cardamena e Coo ci sono delle famose fonti termali che formano piscine naturali di acqua caldissima e sulfurea. Andando in direzione di Cefalo si trova l'isola di Castri, spesso visitata dai bagnanti che prendono il sole nella spiaggia di fronte.

Coo è seconda solo a mwigRodi per flusso turistico nel Dodecaneso.

Storia

Periodo antico

Inizialmente abitata dai mwnaCari, fu colonizzata dai mwnqDori nell'mwngXI secolo a.C. che la unirono alla mwnwFederazione ateniese sconfiggendo i mwoaPersiani due volte. Nel mwoqVI secolo a.C. fece parte dell'mwogesapoli dorica (dal mwowV secolo a.C. mwpaPentapoli dorica). La città di Còo fu costruita nel mwpq366 a.C. dagli abitanti di mwpgAstipalea e, durante l'epoca ellenistica, divenne la sede di una scuola medica, ma la teoria secondo la quale questa scuola sarebbe già esistita nell'epoca classica e diretta da mwpwIppocrate si è rivelata infondatacite-ref-17[17]. Nel periodo ellenistico appartenne alla sfera di influenza dei mwraTolomeicite-ref-be144-10-1[10].

Alleata dei romani durante la mwsgguerra romano-siriaca, la città venne annessa alla provincia proconsolare dell'mwswAsiacite-ref-be144-10-2[10], e divenne un porto dell'mwuaimpero romano.

Periodo medievale

Durante l'età mwuwbizantina, l'isola fu mwvauna delle prime sedi vescovili e divenne sede di un convento di cui fu mwvqEgumeno mwvgCristodulo, il fondatore del mwvwMonastero di San Giovanni a mwwaPatmocite-ref-be144-10-3[10]. Nel X e XI secolo venne devastata dai mwxqsaraceni, poi passò ai genovesicite-ref-be144-10-4[10].

Dall'XI secolo il governo vero e proprio veniva affidato dagli imperatori bizantini, come di consuetudine all'epoca, a capitani ed avventurieri genovesi che disponevano di una flotta privata organizzata in clan uniti da legami familiari ed esercitavano la sovranità e il controllo marittimo per conto dei Bizantini. A questi clan in cambio della protezione dei mari era data concessione di sfruttamento delle materie prime, dei commerci e dazi doganali. Dapprima controllata dalla famiglia genovese degli mwywZaccaria, Coo fu poi ceduta dalla mwzarepubblica di Genova nel mwzqXIII secolo al capitano genovese Giovanni Vignolo de' Vignoli, poi dal mwzg1272 per tramite del capitano genovese mwzwGiovanni De lo Cavo insignito dall'imperatore romano d'Oriente mw0aMichele VIII Paleologo del titolo di mw0qammiraglio di Costantinopoli e quindi difensore di tutti i mari e tutte le isole bizantine, successivamente nel mw0g1282 l'isola passò sotto il controllo del clan genovese della famiglia di Vignolo de Vignoli, già governatori di mw0wRodi, dai pronipoti Lodovico e Andrea Moresco fino al mw1a1309 e successivamente da Luigi Moresco fino al mw1q1319, quando scomparve nelle prigioni veneziane a mw1gCandia dopo un'incursione a mw1wCipro in cui fu catturato, ma poi vendicato con una rappresaglia da Simone Doria e Antonio Arcanto. Dopo un periodo convulso di scontri dei Genovesi nell'Egeo per il controllo delle rotte ed i commerci tra Candia e Rodi, l'isola fu concessa dietro pagamento come sede ai mw2aCavalieri di San Giovanni, dai governatori genovesi della vicina isola di Rodi, sempre però restando sotto il protettorato genovese dei mw2qGiustiniani, che avevano una delle loro più potenti basi nella vicina mw2gChio.

Due secoli più tardi i Cavalieri lasciarono l'isola nel mw3a1525, che restò per un periodo ancora sotto la mw3qmaona genovese, finché fu poi conquistata dall'mw3gImpero ottomano nel mw3w1566, che la governò per i successivi quattro secoli.

L'isola può vantare di aver ospitato lo mw4qstorico bizantino mw4gMichele Coniata, dal mw4w1204 al mw5a1220, anno della sua morte. Era costui metropolita d'mw5qAtene ed era fuggito a causa dell'invasione dei mw5gCrociati della mw5wquarta crociata. Secondo il censimento generale ottomano del 1881 / 1882-1893, la mw6akaza di Coo (mw6qIstanköy) aveva una popolazione totale di mw6g12965 persone, composta da mw6w10459 cristiani, mw7a2439 musulmani e 67 ebrei.cite-ref-18[18]

Periodo moderno

Fu occupata dall'mw8wItalia dal mw9a1912 durante la mw9qGuerra italo-turca, come le altre isole del Dodecaneso, diventando una mw9gcolonia italiana. Nel mw9w1933 un tremendo terremoto distrusse gran parte delle costruzioni che venne in seguito ricostruita dagli italiani.

Gli italiani intrapresero scavi archeologici e innalzarono palazzi in stile esotico sul fronte del porto: oggi sono sede di uffici governativi. Tra questi si segnalano l'ex mw-qmw-gCasa del Fascio, con annesso cinematografo e dopolavoro, di mw-wArmando Bernabiti, realizzata tra il 1934 e il 1935, il Mercato delle Erbe, di mw-aRodolfo Petracco, realizzato tra il mw-q1934 e il 1935, ancora adibito allo stesso uso e il Palazzo del Governo di Coo, di mw-gFlorestano Di Fausto, realizzato tra il mw-w1927 e il mwaqa1929.

Il 3 ottobre mwaqo1943 l'isola fu invasa dalle truppe tedesche che vinsero la breve resistenza dei soldati italiani. Il 6 ottobre 1943 avvenne l'mwaqseccidio di Coo, in cui i tedeschi assassinarono 103 soldati italiani.

Nel luglio del 1944 gli ebrei di Coo furono imprigionati e deportati sul continente. Già il 3 luglio 1944 era stato imprigionato il capo della comunità, con l'accusa di aver mandato denaro tedesco alla mwaq0Croce Rossa Italiana.

Alla fine della guerra divenne un mwaq8protettorato mwarabritannico fino al mware1947, anno in cui a seguito dei mwaritrattati di Parigi, passò sotto la sovranità greca (7 marzo mwarm1948).

Periodo contemporaneo

Nella notte tra il 20 e il 21 luglio mwary2017, un mwarcsisma di mwargmagnitudo 6,7 tra mwarkGrecia e mwaroTurchia, ha provocato morti e feriti, oltre ad ingenti dannicite-ref-19[19].

Attrazioni principali

Castello

L'isola ha una fortezza del XIV secolo all'ingresso del porto, eretta nel 1315 dai mwasyCavalieri Ospitalieri, e un'altra del periodo bizantino ad Antimachia (mwascin greco Ἀντιμαχίαmwasg?).

Agorà

L'antico mercato di Coo era considerato uno dei più grandi del mondo antico. Era il centro commerciale e dominante nel cuore della città antica. Era organizzato attorno a un ampio cortile rettangolare largo 50 metri (160 piedi) e lungo 300 metri (980 piedi). Iniziava nella zona nord e terminava a sud sulla via centrale (mwassDecumanus) che attraversava la città. Il lato nord è collegato alla cinta muraria verso l'ingresso del porto. Qui c'era un ingresso monumentale. Sul lato orientale c'erano le botteghe. Nella prima metà del II secolo a.C. l'edificio fu ampliato verso il cortile interno. L'edificio fu distrutto da un terremoto nel 469 d.C.

All'estremità meridionale del mercato, c'era un edificio rotondo con una cupola romana e un laboratorio che produceva pigmenti tra cui il "mwas0blu egiziano". Monete, tesori e statue di rame di epoca romana furono successivamente scoperti dagli archeologi. Nel lato occidentale gli scavi hanno portato alla scoperta di stanze con pavimenti a mosaico che mostravano combattimenti fra fiere, un tema molto popolare a Coo.cite-ref-20[20]

Architetture religiose

Cappella della Santa Croce

Costruita su disegno di Petracco a pianta circolare, i padri mwatufrancescani della mwatyCustodia di Terra Santa provenienti da Rodi vi celebrano la Santa Messa nei giorni festivi.

Galleria d'immagini

Note

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cite-note-33. Cfr. citerefsapere-c-omwaximwaxmCòo, in mwaxqSapere.it, mwaxuDe Agostini.
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cite-note-88. mwazyValentina Santarpia, mwazcmwazgTerremoto, gli italiani a Kos raccontano la paura su Twitter, su mwazkCorriere della Sera, 21 luglio 2017. mwazoURL consultato il 15 ottobre 2023.
cite-note-99. mwaz4mwaz8Luciano Canepari, mwaaamwaaeCoo, in mwaaimwaamIl DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwaaqISBNmwaau 88-08-09344-1.
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cite-note-1313. mwacmmwacqmwacuAntimachia, su mwacyigmi.org mwacc(archiviato dall'mwacgurl originale il 24 febbraio 2013).
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cite-note-1919. mwagaBeatrice Montini e Marta Serafini, mwagemwagiTerremoto in Grecia del 6.7: due turisti morti a Kos e centinaia di feriti, in mwagmCorriere della Sera. mwagqURL consultato il 21 luglio 2017.
cite-note-2020. mwagg(mwagkmwagoEN) mwagsmwagwAncient Sites of the Harbour and Market Place, su mwag0kosinfo.gr. mwag4URL consultato il 17 marzo 2021 mwag8(archiviato dall'mwahaurl originale il 29 ottobre 2010).

Bibliografia

• mwahqL.V. Bertarelli, Guida d'Italia, Vol. XVII, Milano, Consociazione Turistica Italiana, 1929.
• F. Calace (a cura di), mwahy«Restituiamo la Storia» – dagli archivi ai territori. Architetture e modelli urbani nel Mediterraneo orientale, Gangemi, Roma, 2012 (collana PRIN 2006 «Restituiamo la Storia»).
• mwahgI. Insolvibile, Kos 1943-1948 : la strage, la storia, Edizioni scientifiche italiane, 2010, ISBN 978-88-495-2082-8, OCLC 711514715.
• mwahoP.G. Liuzzi, Kos, una tragedia dimenticata : settembre 1943-maggio 1945, Aracne, 2011, ISBN 978-88-548-4047-8, OCLC 883547300.

Voci correlate

• mwah4Crisami
• mwaiiIppocrate

Altri progetti

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• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Coo
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Coo

Collegamenti esterni

• (EL, EN) Sito ufficiale, su kos.gov.gr.
• citereftreccani-itCoo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italiana-1931Ardito Desio, Luciano Laurenzi, Arturo Castiglioni, Giulio Iacopi, Giuseppe Gerola -, COO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
• citerefenciclopedia-italiana-1948Luciano Laurinsisch, COO, in Enciclopedia Italiana, II Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1948.
• citerefenciclopedia-italiana-1938COO, in Enciclopedia Italiana, I Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1938.
• citerefsapere-itCòo, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1994Ch. Kantzia, COO, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1994.
• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1973L. Morricone, COO, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973.
• citerefenciclopedia-dell-arte-antica-1959L. Laurenzi, COO, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1959.
• mwais(PL) Il castello di Coo, su army1914-1945.org.pl.